All’inizio avevo pensato come titolo per la rubrica “Colombia es pasion”, poi però abbiamo concordato che sarebbe stato riduttivo: la rubrica darà spazio alla Colombia e alla sua situazione (più che altro vista la mia esperienza personale nel paese), ma servirà per dare uno sguardo al Sud America in generale, che troppo spesso dalla stampa europea non viene considerato a dovere.
“Colombia es pasion” è il nome dato al progetto di sviluppo dell’immagine colombiana all’estero, iniziato ormai qualche anno fa. I colombiani trovarono necessario cambiare la percezione o l’immagine negativa del loro paese, la cui realtà attuale è molto diversa da quella che si percepisce al di fuori della Colombia.
A livello internazionale l’immagine del paese è distorta, tanto da tenere a livello bassissimo le esportazioni ed il turismo, che porterebbero denaro e sviluppo alla nazione; effettivamente potrei contare sulle dita di una mano le persone che non mi hanno dato della matta quando ho deciso di passare l’estate in Colombia.
Il paese negli ultimi anni ha raggiunto importanti obiettivi per quanto riguarda la sicurezza, lo sviluppo economico, sociale, il commercio ed anche il turismo: tutte cose che in Occidente non vengono divulgate, molto spesso perchè non ce ne interessiamo; mi basta ripensare a quanta fatica ho fatto, quando sono tornata a casa a settembre, per cercare di costruire un’immagine della Colombia un po’ diversa (e migliore) da quella a cui siamo generalmente tutti abituati.
E questo semplicemente per dire che mi impegnerò il più possibile per fornire dati, analisi, denunce e racconti anche da parte di amici e di gente coinvolta in prima persona nelll’ambiente sociale e politico sudamerciano, per capire i lati positivi e negativi, quello che (ancora, purtroppo) bisogna cercare di cambiare e quello che c’è da apprezzare, lasciando da parte i pregiudizi.
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